Sessanta richieste già scritte, da incollare in ChatGPT così come sono: cambi solo due parole fra parentesi, il resto lo scrive lui. Bastano copia e incolla, non serve altro.
26 pagine Β· PDF Β· si scarica subito dopo il pagamento
Non un assaggio riscritto per l'occasione: sono esattamente come le trovi dentro. Le altre 57 sono fatte così.
Devo dire di no a [richiesta, in una frase] che mi ha fatto [chi]. Scrivi un messaggio di massimo 4 righe. Non voglio inventare scuse: voglio dire di no in modo chiaro ma affettuoso, lasciando aperta la porta per altre volte. Non usare Β«purtroppoΒ» e non spiegare i motivi piΓΉ di una riga.
Senza il divieto esplicito, ChatGPT riempie il messaggio di scuse β ed Γ¨ proprio quello che lo fa sembrare falso.
Ti incollo una comunicazione che ho ricevuto: [incolla il testo]. Spiegami in massimo 5 righe cosa dice, in italiano normale, come lo spiegheresti a voce a un amico. Poi dimmi in una riga se mi sta chiedendo di fare qualcosa e entro quando. Se nel testo non c'Γ¨ una scadenza, dimmi che non c'Γ¨ invece di inventarla.
L'ultima riga Γ¨ la piΓΉ importante. Senza quella, ChatGPT una scadenza se la inventa pur di risponderti.
Ho in casa: [elenca quello che hai davvero, anche alla rinfusa]. Dammi 3 idee di cena che si fanno in massimo [numero] minuti usando soprattutto queste cose. Per ognuna: il nome, cosa manca da comprare e i passaggi in massimo 5 righe. Niente ingredienti che non ho nominato, a parte sale, olio e spezie comuni.
L'ultima frase evita le ricette che finiscono con Β«e aggiungete lo zafferanoΒ».
Non si legge dall'inizio alla fine. Si apre quando serve, si va al gruppo giusto, si copia.
Disdette, reclami, solleciti, dire di no, auguri, condoglianze, inviti. E il messaggio scritto quando eri arrabbiato, da rimettere a posto prima di mandarlo.
La lettera che non si capisce, le domande da fare prima di firmare, le condizioni nascoste, la bolletta, il preventivo.
Cosa cucino con quello che ho, il menΓΉ della settimana, la spesa divisa per reparto, organizzare un pranzo, i regali.
Il primo curriculum, la lettera di presentazione, preparare un'interrogazione, correggere un tema senza riscriverlo.
L'annuncio che vende, il titolo giusto, rispondere a chi tratta sul prezzo, le domande da fare al venditore, il reso.
Il programma di un weekend, la valigia, viaggiare con esigenze diverse, film e libri, un pomeriggio con i bambini.
Le ultime pagine si intitolano «Quando NON fidarsi», e sono lì per un motivo preciso: ChatGPT sbaglia, e sbaglia con lo stesso tono tranquillo che usa quando ha ragione.
Dentro ci sono le sei cose su cui sbaglia piΓΉ spesso β prezzi, date, leggi, notizie recenti, nomi, conti β le tre frasi da aggiungere alle richieste per dimezzare gli errori, e cosa non incollargli mai.
Se cerchi un libro che ti dice che l'AI fa tutto, questo non Γ¨ quello giusto. Serve a farti ottenere quello che vuoi, sapendo dove lo strumento non arriva.
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